17.11.09

Chetan Bhagat - Due Stati:La Storia del Mio Matrimonio

Lo conoscete, questo giovane autore indiano? In India e' diventato molto famoso. Tant'e' che nel nuovissimo (oh che bello!) aeroporto domestico di Delhi si trovano le stesse pile del suo nuovo libro come di quello di Dan Brown "The lost symbol". Chetan scrive per i giovani dell' "India Emergente", in uno stile semplice e diretto. Non e' grande letteratura, la sua; a volte e' anche un po' banale e sciocco, come Una notte al Call Centre. L'altro suo libro tradotto in italiano, Un misero 18, e' piu' interessante. Sono libri leggeri e divertenti, che fanno conoscere i problemi e le situazioni di vita dei giovani in India. L'ultimo uscito 2 States, the story of my marriage racconta tutto sulla problematica delle storie d'amore, dei matrimoni combinati e matrimoni d'amore, dei preconcetti riguardanti le relazioni tra persone provenienti da differenti stati dell'India, in questo caso tra un Punjabi e una Madrasi. Finora non e' ancora tradotto in italiano, ma sono sicura che succedera' ben presto. Buona lettura...

16.11.09

Un anno in Tibet - documentario trasmesso dalla BBC

Un interessante documentario realizzato da una regista-scrittrice Cinese, Sun Shuyun, che durante un anno (nel 2006) ha ripreso la vita al monastero Palkhor Chode e tra la gente comune di Gyantse. La regista ha utilizzato una troupe mista di Cinesi e Tibetani per le riprese, e il film e' stato prodotto e messo insieme dalla Sevenstones Media, da trasmettere come documentario in vari episodi sulla BBC4. Il documentario poteva essere visto su Youtube, in 5 episodi di un'ora ognuno, suddivisi in 6 spezzoni da 10 minuti. Alcuni avvenimenti che vengono seguiti durante l'anno sono: i preparativi per la visita e l'arrivo vero e proprio del nuovo Panchen Lama; la vita dei monaci, piccoli e grandi; la vita dei tibetani nei villaggi intorno a Gyantse; la vita nella citta'; le avventure di un proprietario d'albergo
Ma ops...mentre stavo scrivendo il blog il video e' stato tolto da Youtube.... Ho trovato ancora uno degli episodi verso la fine del documentario. Adesso si puo ordinare la cassetta da BBC World Wide, alla BBC shop online .
Il documentario, andato in onda tra la primavera 2008 e maggio 2009, ha ricevuto molte critiche, sia da parte pro-tibetana che da parte pro-cinese. I pro-tibetani accusano i registi di non aver fedelmente ripreso la vera situazione dei Tibetani in Tibet, specialmente al riguardo della visita del nuovo Panchen Lama, e quindi di aver fatto propaganda pro-cinese. Il campo pro-cinese invece accusa la BBC di aver fatto degli errori di traduzione dal tibetano e di essere stato troppo critici nei confronti dei cinesi. Le riprese sono state fatte alla piena luce del giorno e con il benestare del governo di Pechino, e percio' per alcuni aspetti si e' dovuto ricorrere a compromessi. Sembra che esista anche una versione 'ridotta' del documentario in cinese.

La regista Sun Shuyun ha scritto anche un libro che correda il documentario. Nel libro vengono delineati alcuni punti venuti fuori dai commenti e dalle critiche . La risposta principale dell'autrice e' che il suo film non voleva essere un manifesto politico bensi volleva creare un quadro antropologico della situazione dei Tibetani oggigiorno a Gyantse. Qui trovate una bella recensione del libro.
Nonostante tutte le considerazioni si tratta di un film decisamente interessante da guardare

20.9.09

Aranyakumar- concerti di musica classica indiana in Italia



Aranyakumar, un giovane ragazzo italo-indiano e stella nascente della musica classica indiana, sara' in Italia per una serie di concerti
-1 ottobre:Torino
-3 ottobre: Cislago (Varese)
-5 ottobere: Padova
Per informazioni: http://nadabindu.cfsites.org/files/date.pdf


18.9.09

Shashi Tharoor, Twitter e le Vacche Sacre


Shashi Tharoor e' uno scrittore indiano molto famoso sia in India che all'estero, diventato ministro da poco tempo. E' un personaggio 'moderno' nel partito del congresso, con un suo sito web e un suo spazio su Twitter.Il 17 Settembre, in risposta alla domanda fattagli da un giornalista se avrebbe preso un volo Delhi/Trivandrum nella 'classe bestiame', lo spiritoso ministro ha risposto: "Si, certo, in classe bestiame, per solidarieta' con tutte le nostre vacche sacre!" Questa battuta ha sollevata un sacco di polemiche, soprattutto dai compagni nel congresso che l'hanno interpretata come un'offesa ai viaggiatori in classe economica in genere, e in particolare alla Signora Sonia Gandhi, che per dare il buon esempio durante questi periodi di austerity sceglie di viaggiare in aereo in classe economica. Il Tweet e' stato seguito da una risposta di scuse: il ministro non intendeva offendere nessuno; pare in effetti che il termine 'cattle class' sia di uso comune nel linguaggio slang indiano per chi viaggia in aereo, e che indica il modo in cui i passeggeri sono trattati in classe economica. Ma una lezione imparata dal ministro e' la seguente: non si puo' presupporre che la gente abbia il senso di umorismo....

http://bawaal.com/blog/1987-holy-cow-shashi-tharoors-twitter-flying-cattle-class-controversy

Delhi - corso per autisti autorikscio' e taxi


La municipalita' di Delhi si sta dando da fare per migliorare l' immagine della citta' agli occhi dei 100 000 turisti attesi a visitare il paese in occasione dei futuri Commonwealth Games che si svolgeranno nell'ottobre del 2010 . Anche se persiste qualche timore al riguardo della mancanza di sufficienti strutture alberghiere e di complessi sportivi adeguati per ospitare i giochi, le autorita' hanno pensato di cominciare dalla base: i taxi e gli autorikscio. Gli autisti di questi mezzi, spesso contestabili per i prezzi auto-stabiliti e per una tendenza al suicidio durante la guida, sono stati invitati a seguire un corso dove gli verra' insegnato qualche nozione della lingua inglese, del pronto soccorso, della sicurezza stradale e della gestione di disastri di vario genere. Sembra che l'iniziativa stia avendo successo; finora il corso e' stato seguito da 2500 autisti. Il segretario al turismo, Mr Sujit Banerjee, ha dichiarato che l'educazione civica degli autisti e' fondamentale per l'immagine della citta', perche essi procurano il primo impatto che si ha non appena si arriva in India. Ognuno degli 8000 autisti che presumibilmente seguiranno il corso ricevera' un compenso di 200 rupie al giorno [5 dollari] per il lavoro perso sulle caotiche strade di Delhi.
http://in.reuters.com/article/topNews/idINIndia-42494920090916

12.9.09

Lamayuru: Il Bardo Todrol illustrato come Pittura Murale



Un piccolo progetto di ricerca portato a termine...
Da alcuni mesi ho lavorato sulla documentazione dei dipinti su una parete del Chenrezig Lhakhang, uno dei templi nel complesso di Lamayuru, in Ladakh. Questa parete e' particolare in quanto illustra tutte le esperienze vissute da un defunto durante il periodo tra il momento della morte e la nuova nascite, come descritte nel Bardo Todrol, il Libro Tibetano dei Morti. Il mio interesse era stato sollevato perche' non avevo mai visto ne' sentito parlare di un'illustrazione cosi' completa di tutte le fasi del bardo in nessun altro tempio nel mondo tibetano. Cosi ho iniziato il lavoro di ricerca con un articolo pubblicato sul nostro sito, in cui raccontavo cio' che gia' sapevo e cercavo nuove foto. Ho ricevuto un aiuto magnifico dal Prof. Erberto Lo Bue, che mi ha mandato alcune foto di Chiara Bellini e Laura Jokisaari, e mi ha spronato a presentare questa ricerca al 14imo Colloquium della International Association for Ladakh Studies (IALS) che si e' tenuto a Leh a luglio 2009. Tramite internet ho conosciuto un'architetto belga, Hilde Vets, che mi ha spedito il suo articolo "Lamayuru, the symbolic architecture of light" insieme ad alcune foto scattate tra il 1995 e il 1998. Cosi' avevo sufficiente materiale a disposizione per iniziare a ricostruire tutte le immagini della parete e cercare di capirle. Pensavo di saper tutto su questa parete, ma arrivata in Ladakh scoprii molti nuovi dettagli, da un incontro con il giovane Bakula Rangdol Nima Rinpoche a Leh e da una nuova visita al monastero di Lamayuru. Ed ecco il risultato: Lamayuru: Il Bardo Todrol illustrato come pittura murale Troverete anche uno slideshow con tutte le immagini su Flickr.

Veramente il mio contributo sarebbe completo soltanto se potesse venirne fuori un progetto per un restauro 'come si deve'.

29.8.09

Infanticidio Femminile in India

Un video sull'infanticidio femminile in India. Fra le cause, come risulta dall'intervista con una donna Orissana, viene citato lo status infimo delle donne nella societa, "nulla di piu che un animale domestico". Allora si capisce come una madre, che nella sua vita ha sofferto tantissimo, desiderando evitare simili sofferenze alla sua bambina, arriva anche al punto di ucciderla. Non solo attraverso l'aborto, visto che adesso e' diventato fuorilegge determinare il sesso del feto durante la gravidanza, ma anche una volta nata.
Ecco il link:
http://www.youtube.com/watch?v=1pIMpFQZo1Y

26.8.09

Torma e Applique Thangka al monastero di Kumbum


A volte sul giornale Xinhua si trovano delle informazioni interessantissime sulla cultura tibetana in Cina . Qui un esempio di due tipi di tesori artistici molto speciali conservati nel monastero di Kumbum(Ta'er Si in Cinese), il monastero fondato nel luogo di nascita di Tsongkhapa che si trova ad una trentina di chilometri da Xining: una sala dedicata alle 'torma' (butter sculptures) di cui sopra un esempio magnifico, e un particolare tipo di applique' thangka- thangka fatte con pezzettini di brocato e seta cuciti insieme e che raffigurano vari tipi di immagini. La particolarita di questo esempio e' che l'immagine e' imbottita con lana o cotone per creare un effetto tridimensionale. Questo tipo di applique thangka, chiamato 'barbola' , sembra essere rarissimo; in occidente siamo a conoscenza di un unico esempio, un ritratto di Lama Tsongkhapa esposto al Newark Museum (grazie, Leslie, per la segnalazione!). Sembra che questa forma particolare di thangka di seta faccia parte dell'arte tipica di Regong (Rebkong, in Amdo, Tongren in Cinese, nella provincia di Qinghai)
Ecco l'articolo su Xinhua al riguardo dei barbola e la pagina precedente sulle butter sculptures

23.8.09

Bihar, India: Riti Propiziatori contro Monsone Avaro d'Acqua

In India il 2009 e' stato caratterizzato da un monsone davvero avaro d'acqua, il piu' avaro degli ultimi 80 anni. Le piogge estive sono importantissime per l'agricoltura in tutto il paese e il governo si sta muovendo per aiutare gli sfortunati contadini del sub-continente. Ma non solo il governo.

In alcuni villaggi nel Bihar si celebrano svariati riti antichi per le divinita’ della pioggia. Fra questi si legge di matrimoni fra rane, fra cani, fra rane e bambine -fortunatamente appena finito il rituale la bambina non ha l'obbligo di convivere con il "marito”- e fanciulle nude che arano i campi. Si perche’ una societa' puritana e conservatrice come quella indiana si lascia andare a questo particolare rito: fanciulle nubili figlie di contadini locali devono arare i campi nude in modo da imbarazzare le divinita’ della pioggia e farle decidere di rovesciare la tanto sospirata acqua dal cielo, assicurando cosi’ abbondanti raccolti. Le fanciulle aravano nude cantando antichi inni dopo il tramonto,- lontano dagli sguardi dei curiosi?- accompagnate da donne anziane del villaggio che aiutavano a tirare gli aratri. Mr Upendra Kumar, un ufficiale del consiglio di un particolare villaggio, ha dichiarato che questo rito e’ l’usanza piu’ fidata nella zona e che gli abitanti del villaggio hanno giurato di continuare finche la pioggia non arrivera'!

Non sembra che le divinita' sono state cosi offese da dispensare la pioggia che non e' ancora arrivata!


L'articolo e' apparso su Reuters il 23 Luglio 2009

http://in.reuters.com/article/topNews/idINIndia-41261420090723

Dharamshala: la Piantagione di Te': un'oasi di pace

Una passeggiata domenicale, in mezzo alla piantagione di te'. La Mann Tea Estate, sparsa su 100 ettari con 25 ettari lasciati come foresta, produce 100 000 kg di foglie di te', e 25 000 kg di te'. Si estende sui fianchi ondulanti di una collina. In mezzo al te' si trovano maestosi alberi di deodar. Vi regna una dolce quiete, un'atmosfera pura e rilassante.

Alcune foto.

6.7.09

Mostra Fotografica Volto Corpo Rito di Francesca Mascotto


dal 4 luglio al 4 ottobre 2009 presso il Museo Africano a Verona

"… superare l’immagine per andare oltre,
al di là dei luoghi, dei costumi, del colore
della pelle fino alla pura essenza dell’umanità
e delle emozioni…"

Per più di vent’anni Francesca ha viaggiato nei luoghi più isolati del mondo, dove le culture sopravvivono grazie alla pratica di rituali dai linguaggi simbolici e di liturgie ormai in via d’estinzione. È l’uomo, l’umanità che ha cercato di cogliere in un afflato di partecipazione, di colore vissuto, intriso di valori, sentimenti e ammirazione.

Africa: Marocco, Mali, Niger, Etiopia, Ghana, Togo
Asia: Nepal, Tibet, India, Birmania, Indonesia
Oceania: Papua Nuova Guinea, Nuova Guinea Indonesiana


Museo africano - Missionari Comboniani - Vicolo Pozzo, 1 - 37129 Verona
Tel. 045 8092199 - info@museoafricano.org - www.museoafricano.org
ORARI: martedì - sabato:9.00-12.30 - 14.30-17.30; domenica: 14.00-18.00

1.6.09

Dharamsala: Manifattura Pillole Tibetane


Al Mentseekhang di Dharamsala (Istituto di Medicina e Astrologia) vengono prodotte le medicine tibetane utilizzate dai medici tibetani negli ambulatori in India e in giro per il mondo. Il Mentseekhang stesso ha una specie di 'fabbrica' abbastanza grossa per produrre le pillole, ma la produzione di alcune pillole viene affidata a ' fabbrichette' molto piu piccole nei dintorni, che in realta' sono delle case locali indiane dove alcuni ragazzi sono intenti nella produzione delle pillole. I tre videoclips mostrano 3 fasi nella produzione: la stesura delle pillole al sole, la preparazione dell'impasto, e la trasformazione dell'impasto in pillole.

guarda video stesura medicine

guarda video lavorazione impasto

guarda video trasformazione in pillole

27.4.09

Un Hawan per Gino



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In Himachal Pradesh, uno stato indiano nel nord-ovest dell’India, la tradizione indu viene conservata gelosamente anche da giovani coppie che in apparenza hanno poco da condividere con gli antichi rituali.
Un mese fa il piccolo Gino ha deciso di visitare questo mondo e di nascere in una famiglia borghese di Dharamsala. Circondato dalla sicurezza e dall’affetto dei suoi genitori, come vuole la tradizione dopo un mese dalla sua nascita gli è stato offerto un Hawan. Il Hawan è un rituale di purificazione dell’ambiente, inteso ad assicurare la felicità e la lunga vita del neonato nel seno della famiglia.


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Ieri pomeriggio un servitore camminava nel giardino con un fascio di legna sotto il braccio e alla mia domanda “A cosa ti serve?” mi ha risposto che l’indomani mattina veniva celebrato il hawan per il piccolo. Kristin ed io siamo invitati e accettiamo con gioia vista la rarità di incorrere in simili piacevoli eventi. Cosi stamane alle 08.00 ci presentiamo in casa dei signori giusto nel momento in cui il brahmino -il sacerdote- sta disponendo le offerte sul pavimento. La mamma, adornata di gioielli, sfoggia un bellissimo sari di seta azzurro e il papà veste una kurta di seta rossa. Il brahmino, un signore distinto, spiega velocemente ai giovani genitori cosa devono fare durante il rituale.
La “puja del fuoco” consiste in vari momenti. Al centro del soggiorno sono sistemati dei mattoni nella forma di un quadrato, e su di questo è tracciato un complicato disegno in polvere, il rangoli, sul quale in seguito verrà acceso il fuoco sacrificale. Intorno al rangoli sono sistemate varie offerte: un recipiente pieno di erbe, acqua benedetta, una tintura rossa di sindoor che servirà per tracciare il tika sulla fronte dei partecipanti, petali di rosa, della frutta e una noce di cocco. Della famiglia non manca nessuno alla riunione: i genitori siedono vicino al sacerdote, i nonni davanti, noi davanti ai genitori e i servitori partecipano seduti intorno al fuoco. Una serie di cerimonie fa da preludio all’accensione del fuoco. Ad ognuno viene passato prima il cocco da toccare, poi il recipiente con il liquido rosso dove s’intinge il dito per mettere il tika sulla fronte. Il brahmino si allunga per stringere un nastrino benedetto intorno ai nostri polsi e finalmente accende il fuoco sul rangoli. Ora il piatto di erbe secche viene passato ad ognuno; il brahmino spiega quando bisogna prendere le offerte e gettarle nel fuoco e comincia con i suoi inviti leggendo da un libro con dei diagrammi disegnati al fianco delle lettere sanscrite. Dico “inviti” perchè in effetti lui invita differenti divinità che dovranno purificare l’ambiente, prendersi cura del piccolo e preservarlo dai pericoli della vita. Dopo ogni invito recitato in sanscrito noi lanciamo le offerte nel fuoco.
Tutto il rituale si svolge in una maniera dolce e in un ambiente sereno, a parte, forse, la troppa serietà dei nonni.
Finito il Hawan il fuoco viene lasciato a consumarsi nella stanza spaziosa; la mamma e la nonna ri-indossano i normali abiti e seduti in giardino consumano la loro colazione. Si torna nuovamente alla vita moderna; gli antichi simboli saranno dimenticati, per essere prontamente ripresi alla prossima occasione.

3.4.09

30.3.09

Una bevanda gradita agli indu'


Il Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), un'organizzazione induista di estrema destra famosa per la sua contestazione di prodotti occidentali come la Coca Cola e la Pepsi da loro visti come un mezzo di corruzione dell'"imperialismo occidentale", ha deciso di mettere sul mercato una bevanda a base di urina di mucca, mista con piante medicinali come l'aloe vera e uva spina.
La bevanda bovina per il momento e' sotto analisi di laboratorio e non e' stato definito quando verra messa in commercio, ne' come verra' chiamata. Le RSS sostengono che l'urina delle mucche e' un toccasana per 70-80 malattie incurabili, tra le quali il cancro e il diabete, e sara' di beneficio non solo all'India ma al mondo intero. Molti devoti induisti la bevono in occasione di fiere o festival religiosi considerandola una bevanda sacra. La bevanda verra' venduta nei negozi alimentari in tutta l'India. Il Shiv Sena, una organizzazione analoga all'RSS che opera soprattutto nel Maharahstra, aveva proposto un'iniziativa analoga per preservare la cultura alimentare del Maharashtra, istituendo una catena "locale" del tipo McDonalds dove viene distribuito uno snack tipico della regione - tanto per tenersi lontani dall'Occidente! Il gusto che avra la bevanda non e' stato ancora determinato. Aspettiamo con ansia questo nuovo medicinale orientale che sicuramente trovera un largo mercato in occidente.
Leggi l'articolo, apparso su Reuters il 12 febbraio

http://in.reuters.com/article/entertainmentNews/idINIndia-37976820090212?sp=true

3.3.09

Due video sul Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti

Abbiamo trovato su Candle for Tibet questi due meravigliosi video che illustrano come utilizzare il libro tibetano dei morti per guidare la mente di una persona appena morta durante il processo tra il momento della morte e la nuova incarnazione. I due documentari sono girati in Ladakh durante l'inverno, e mostrano l'assistenza di un lama- nel primo addiritura di Togden Rimpoce, che fa il powa (il trasferimento della coscienza, una tecnica per liberare la coscienza dal corpo e spedirla in una pura terra) alla persona appena morta- nei 49 giorni durante i quali la persona morta incontra una serie di visioni. Prima vengono le visioni delle divinita' pacifiche e irate; se riesce a riconoscerle per quel che sono, e cioe' rappresentazioni della sua propria essenza, e riesce ad unirsi a loro senza scappare via, ha una possibilita di liberarsi dal ciclo delle continue rinascite. Se non li riconosce verra' spinto avanti giorno dopo giorno, finche il tempo e' maturo per assumere un nuovo corpo in uno dei sei stati di esistenza condizionata. Ad ogni stadio di questi 49 giorni esiste la possibilita' di liberarsi, ma per questo la persona morta deve riconoscere cio' che le si presenta davanti. Per questo, secondo la tradizione tibetana, e' utile se un maestro legge giorno dopo giorno la pagina del libro corrispondente alle visioni di quel giorno.

La scuoletta ad Indrunag, villaggetto sotto al Dhauladhar



Nel videoclip potrete vedere una scuoletta situata sotto la catena del Dhauladhar, vicino a Dharamsala, Himachal Pradesh, India. Per arrivarci bisogna salire fino ad Indrunag (che buffo...abbiamo trovato questo sito su Indrunag...andate a vedere le foto) in macchina. Ad Indrunag si sale a piedi per una mezz’oretta, passando un tempietto immerso nel bosco, lungo un ripido sentiero che costeggia una magnifica pineta sulla destra e la vallata che scende da McLeod Ganj sulla sinistra, e quando appaiono le montagne coperte di neve ci si trova alla scuola.

Niente di straordinario; un edificio in cemento con tetto di lamiera, e una lunga veranda dove i ragazzini studiano; una grande lavagna sulla quale il maestro scrive e girandosi parla con i suoi allievi. Alcuni ragazzi, quelli seduti per conto loro nei prati, stanno svolgendo un compito in “classe”. I ragazzi arrivano dai villaggetti e dalle case sparse lungo il pendio della montagna e nel bosco. Il maestro arriva in vespa fino ad Indrunag e dopo -ogni giorno- si fa la mezz'ora di cammino per arrivare dai suoi ragazzi. Quello che colpisce e' l'ambiente: in piena natura, i ragazzi seduti fuori circondati dalle montagne, dai boschi, dagli uccelli e da animali domestici che pascolano tranquillamente vicino a loro. Quello che colpisce e' il silenzio che regna attorno alla scuola, raggiungibile solo a piedi; niente macchine, moto o rumori disturbanti. Un luogo stupendo per andarci anche se non si e’ piu studenti...

14.2.09

San Valentino in India


Premessa: alcune settimane addietro alcuni esponenti di un gruppo di estremisti indu, il Sri Ram Sene, sono entrati in un pub a Mangalore, nel Karnataka, e hanno aggredito alcune ragazze dicendo che andare al pub, bere e ballare non sono cose che appartengono alla cultura indiana e quindi devono essere fermate.

La reazione in tutta l'India e' stata molto forte contro questi autoproclamati 'poliziotti morali'. Il capo dell'organizzazione e' stato arrestato ma poi rilasciato. Nel frattempo gli esponenti dello Sri Ram Sene hanno promesso che per il giorno di San Valentino sarebbero entrati nei pub, accompagnati da un sacerdote che porta un pezzo di tumerico e un mangalsutra, e che avrebbero beccato ogni coppia 'indecente', fotografando i ragazzi per mandare le immagini ai genitori, e gli avrebbero forzatamente sposati.

Questo fece scattare una reazione tra i giovani indiani; su facebook si organizzarono per fare un'azione di protesta contro i Sri Ram Sene: una raccolta di mutandoni rosa da spedire in regalo allo Sri Ram Sene, e una campagna di protesta a Bangalore dove i giovani intendono trovarsi nei pub per fare un brindisi alla salute del Sig. Muthalik, capo dei Sri Ram Sene, e poi venire fuori e abbracciare la gente, portando dei cartelli con "Buon San Valentino, ti amo, baciami" e, per controbattere all'accusa che le dimostrazioni di amore in pubblico non fanno parte della cultura indiana, "dimostrazioni pubbliche di violenza non fanno parte della cultura indiana"

Anche New Delhi non e' priva delle sue iniziative per San Valentino. Qui i Sri Ram Sene hanno promesso di nascondere delle macchine fotografiche nei punti piu' nevralgici come pub, malls e luoghi dove si incontrano i giovani, e di prendere foto di atteggiamenti non consoni alle norme indiane e caricarle su alcuni siti web. Dall'altra parte la polizia promette di aumentare la security in modo che non si presentino casi di violenza durante il giorno di San Valentino. Finora le misure di sicurezza servivano contro le bombe....


In un'altra iniziativa una scuola a Mulund, vicino a Mumbai, decide di festeggiare "il San Valentino nel suo vero senso": i genitori verranno invitati nella classe, e i figli gli laveranno i piedi e gli offriranno una puja di aarti, per mostrargli rispetto, dopo di che i genitori daranno la loro benedizione ai figli.

Per San Valentino il giornale Hindustan Times presenta alcune love stories indiane; una e' quella di una coppia a Patna, appartenenti a due caste diverse (anche se ambedue caste elevate!). I giovani si trovavano nei rickshaw, facevano giretti della citta' per mezza giornata per potersi tenere per la mano di nascosto e sognare del loro futuro...In questo caso ce la fecero, dopo lunghe discussioni, a convincere i genitori.

Altri ragazzi si trovano nei locali ATM per poter essere soli. Una storia racconta di una ragazza che esce di casa con un foulard in testa, e cammin facendo lo cambia in modo da non essere riconosciuta mentra sta con il suo moroso...

Complicata l'India, vero? Buon San Valentino a tutti!


PS Mentre stiamo scrivendo questo blog entrano le prime notizie di come si sono svolti i festeggiamenti. Come questo sul corriere.